PRECARI AMMINISTRATIVI UNIPI

PRECARI AMMINISTRATIVI UNIPI

• 1/08/2009 - DECRETO ANTICRISI: NOVITA' RIGUARDANTI ASSUNZIONI PRECARI NELLA P.A.

Enti pubblici: economie, controlli, Corte dei conti
1. All’articolo 26 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel comma 1 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel secondo periodo le parole “31 marzo 2009” sono sostituite dalle seguenti:“31 ottobre 2009”;
b) dopo il secondo periodo è aggiunto il seguente: “Il predetto termine si intende comunque rispettato con l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri degli schemi dei regolamenti di riordino.”.
2. All’articolo 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 le parole “30 giugno 2009” sono sostituite dalle seguenti : ”31 ottobre 2009” e le parole da “su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione” fino a “Ministri interessati” sono sostituite dalle seguenti: “su proposta del Ministro o dei Ministri interessati, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, il Ministro per la semplificazione normativa, il Ministro per l’attuazione del programma di Governo e il Ministro dell’economia e delle finanze”.
3. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, da adottare entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, a ciascuna amministrazione vigilante sono assegnati, tenuto conto dei rispettivi settori e aree di riferimento, nonché degli effetti derivanti dagli interventi di contenimento della spesa di cui ai successivi commi 5, 6 e 7 del presente articolo, gli obiettivi dei risparmi di spesa da conseguire a decorrere dall’anno 2009, nella misura complessivamente indicata dall’articolo 1, comma 483, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le amministrazioni vigilanti competenti trasmettono tempestivamente i rispettivi piani di razionalizzazione con indicazione degli enti assoggettati a riordino.
4. Nelle more della definizione degli obiettivi di risparmio di cui al comma 3, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad accantonare e rendere indisponibile in maniera lineare, una quota delle risorse disponibili delle unità previsionali di base del bilancio dello Stato, individuate ai sensi dell’articolo 60, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ai fini dell’invarianza degli effetti sull'indebitamento netto della pubblica amministrazione.
5. Le amministrazioni vigilanti, previa verifica delle economie già conseguite dagli enti ed organismi pubblici vigilati in relazione ai rispettivi provvedimenti di riordino, adottano interventi di contenimento strutturale della spesa dei predetti enti e organismi pubblici, ulteriori rispetto a quelli già previsti a legislazione vigente, idonei a garantire l’integrale conseguimento dei risparmi di cui al comma 3.
6. All’articolo 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 sono aggiunte le seguenti lettere:
h) la riduzione del numero degli uffici dirigenziali esistenti presso gli enti con corrispondente riduzione degli organici del personale dirigenziale e non dirigenziale ed il contenimento delle spese relative alla logistica ed al funzionamento;
i) la riduzione da parte delle amministrazioni vigilanti del numero dei propri uffici dirigenziali con corrispondente riduzione delle dotazioni organiche del personale dirigenziale e non dirigenziale nonché il contenimento della spesa per la logistica ed il funzionamento.
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7. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e sino al conseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa assegnati a ciascuna amministrazione ai sensi del comma 3, le amministrazioni e gli enti interessati dall’attuazione del presente articolo non possono procedere ad assunzioni di personale a tempo determinato e indeterminato, ivi comprese quelle già autorizzate e quelle previste da disposizioni di carattere speciale. Sono fatte salve le assunzioni dei corpi di polizia, delle forze armate, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, delle università, degli enti di ricerca del personale di magistratura e del comparto scuola nei limiti consentiti dalla normativa vigente.
8. Entro il 30 novembre 2009 le amministrazioni di cui al comma 3 comunicano, per il tramite dei competenti uffici centrali di bilancio, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ed al Dipartimento della Funzione Pubblica le economie conseguite in via strutturale in riferimento alle misure relative agli enti ed organismi pubblici vigilati ed, eventualmente, alle spese relative al proprio apparato organizzativo. Le economie conseguite dagli enti pubblici che non ricevono contributi a carico dello Stato, inclusi nell’elenco ISTAT pubblicato in attuazione del comma 5 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono rese indisponibili fino a diversa determinazione del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con i Ministri interessati. Ove gli obiettivi di contenimento della spesa assegnati ai sensi del comma 3 non risultino conseguiti o siano stati conseguiti in modo parziale, fermo restando quanto previsto dal comma 7, trova applicazione la clausola di salvaguardia di cui all’articolo 2, comma 641, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
9. In esito alla comunicazione da parte delle amministrazioni delle suddette economie di cui al comma 8, con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, d’intesa con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e i Ministri interessati, è determinata la quota da portare in riduzione degli stati di previsione della spesa, in relazione ai minori risparmi conseguiti in termini di indebitamento netto rispetto agli obiettivi assegnati ai sensi del comma 3, in esito alla conclusione o alla mancata attivazione del processo di riordino, di trasformazione o soppressione e messa in liquidazione degli enti ed organismi pubblici vigilati, previsto dall’art. 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come integrato dal presente articolo.”.
10. Nel triennio 2010-2012, le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno nonché dei vincoli finanziari previsti dalla normativa vigente in materia di assunzioni e di contenimento della spesa di personale secondo i rispettivi regimi limitativi fissati dai documenti di finanza pubblica, per le amministrazioni interessate, previo espletamento della procedura di cui all’articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono bandire concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato con una riserva di posti, non superiore al 40 per cento dei posti messi a concorso, per il personale non dirigenziale in possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, commi 519 e 558, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e dell’articolo 3, comma 90, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
11. Nel triennio 2010-2012, le amministrazioni di cui al comma 10, nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno nonché dei vincoli finanziari previsti dalla normativa vigente in materia di assunzioni e di contenimento della spesa di personale secondo i rispettivi regimi limitativi fissati dai documenti di finanza pubblica e previo espletamento della procedura di cui all’articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono altresì bandire concorsi pubblici per titoli ed esami, finalizzati a valorizzare con apposito punteggio l’esperienza professionale maturata dal personale di cui al comma 10 del presente articolo nonché del personale di cui all’articolo 3, comma 94, lettera b), della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
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12. Per il triennio 2010-2012, le amministrazioni di cui al comma 10, nel rispetto dei vincoli finanziari previsti in materia di assunzioni e di contenimento della spesa di personale, secondo i rispettivi regimi limitativi fissati dai documenti di finanza pubblica, possono assumere, limitatamente alle qualifiche di cui all’articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e successive modificazioni, il personale in possesso dei requisiti di anzianità previsti dal comma 10 del presente articolo maturati nelle medesime qualifiche e nella stessa amministrazione. Sono a tal fine predisposte da ciascuna amministrazione apposite graduatorie, previa prova di idoneità ove non già svolta all’atto dell’assunzione. Le predette graduatorie hanno efficacia non oltre il 31 dicembre 2012.
13. Per il triennio 2010-2012 le amministrazioni di cui al comma 10 possono destinare il 40 per cento delle risorse finanziarie disponibili ai sensi dalla normativa vigente in materia di assunzioni ovvero di contenimento della spesa di personale, secondo i rispettivi regimi limitativi fissati dai documenti di finanza pubblica, per le assunzioni dei vincitori delle procedure concorsuali bandite ai sensi dei commi 10 e 11.
14. Il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato relative alle cessazioni verificatesi nell’anno 2007, di cui all’articolo 1, commi 523 e 643 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni, è prorogato al 31 dicembre 2010 e le relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 31 dicembre 2009.
15. Il termine per procedere alle stabilizzazioni di personale relative alle cessazioni verificatesi nell’anno 2007, di cui all’articolo 1, comma 526 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni, è prorogato al 31 dicembre 2010 e le relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 31 dicembre 2009.
16. Il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato di cui all’articolo 1, comma 527 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni, è prorogato al 31 dicembre 2010 e le relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 31 dicembre 2009.
17. Il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato relative alle cessazioni verificatesi nell’anno 2008, di cui all’articolo 66, commi 3, 5 e 14 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, è prorogato al 31 dicembre 2010 e le relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 31 marzo 2010
18. Il termine per procedere alle assunzioni di personale relative alle cessazioni verificatesi nell’anno 2008, di cui all’articolo 66, comma 13 decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, è prorogato al 31 dicembre 2010.
19. Le graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato , relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, approvate successivamente al 1° gennaio 2004, sono prorogate al 31 dicembre 2010.
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• 1/08/2009 - Contratti atipici nella PA: Brunetta presenta il "Concorso Day"

Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Palazzo Vidoni, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta e il Capo Dipartimento Funzione pubblica Antonio Naddeo hanno presentato ragioni e caratteristiche del "Concorso day". Non è infatti un segreto che le amministrazioni pubbliche abbiano spesso utilizzato i contratti di lavoro atipici per:
- ovviare ai vincoli finanziari posti in materia di assunzioni a tempo indeterminato;
- assumere personale mediante forme di reclutamento semplificate, se non addirittura fondate sull'intuitu personae.

Attraverso un utilizzo improprio delle proroghe e dei rinnovi del contratto di lavoro, anche oltre i limiti temporali previsti dalla normativa vigente in materia, si sono così create forme di precariato che non hanno certo dato un buon apporto all'immagine della PA.
Questo problema poteva essere affrontato con misure di maggior rigore a tutela dell'interesse pubblico e delle regole di buona amministrazione. Il precedente Governo ha ritenuto invece di adottare norme speciali, di dubbia costituzionalità, volte a consentire procedure di assunzione a tempo indeterminato riservate ai possessori di certi requisiti, senza prevedere però le risorse finanziarie per completare i relativi percorsi.

A decorrere dal 1° gennaio 2010 manca, comunque, una prospettiva normativa a fronte di promesse fatte dal precedente Governo.
Il "Concorso Day" vuole proclamare un ritorno ai valori costituzionali, ad una logica del reclutamento fondato sul merito valutato comparativamente mediante procedure che garantiscono imparzialità ed eguaglianza. Esso celebra il senso di responsabilità di questo Governo che si è manifestato con gli interventi previsti nel decreto legge anticrisi, deliberato dal Consiglio dei Ministri il 26 giugno scorso, in cui è stato affrontato il problema della prospettiva futura dei lavoratori precari con soluzioni ad ampio raggio ma che hanno tutte il medesimo filo conduttore: ripristinare il concorso pubblico.

Per questi lavoratori si profilano procedure concorsuali pubbliche:
- con riserva dei posti (40%) per quelli con contratto a  tempo determinato;
- per titoli ed esami anche per i titolari di co.co.co.;
- assunzione tramite procedure selettive riservate solo per qualifiche per le quali il titolo di studio richiesto è la scuola dell'obbligo

Il decreto legge prevede che il 40% delle risorse dedicate alle assunzioni venga utilizzato per programmare assunzioni per il personale "precario" individuato dalle leggi Prodi. Questo per prevedere anche la giusta copertura finanziaria alla norma di riordino.
Nel decreto legge sono previste misure volte, da un lato a consentire una maggiore flessibilità alle amministrazioni, dall'altro a rendere più responsabile l'utilizzo delle relative tipologie contrattuali. Verranno inoltre effettuati maggiori controlli da parte dei nuclei di valutazione con effetti sulla retribuzione di risultato nei confronti dei dirigenti che hanno commesso irregolarità. Inoltre il Dipartimento della Funzione pubblica realizzerà un monitoraggio costante sul fenomeno, con una relazione annuale al Parlamento.

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• 12/03/2009 - IN CONSIGLIO REGIONALE APPROVATA MOZIONE PER STABILIZZAZIONE PRECARI ATENEI TOSCANI

Scuola-Università

Firenze: in Consiglio Regionale approvata una mozione per la stabilizzazione dei lavoratori precari degli atenei toscani. Verdi. “Ora Università e Regione si attivino per non perdere importanti risorse umane e rispettare i diritti dei lavoratori”


Oggi il Consiglio regionale ha approvato, a maggioranza, una mozione, proposta da Verdi Sd e Gruppo Misto, che invita la Giunta regionale “ad attivarsi presso il Governo, affinché siano modificati gli indirizzi del decreto con il quale s’interrompe, di fatto, il percorso di stabilizzazione dei lavoratori precari dell’Università. La mozione è stata integrata, riprendendo il testo di un’ulteriore mozione dei Verdi, con l’invito alla Giunta a “definire con chiarezza che i finanziamenti regionali per la Ricerca e l’Università non potranno che essere vincolati all’innovazione, la trasparenza, il rispetto e l’equità verso chi lavora”.

Nell’illustrare l’atto il capogruppo dei Verdi, Mario Lupi, è così intervenuto: “Nei tre atenei toscani ci sono 193 unità di personale tecnico amministrativo, con rapporto di lavoro di collaborazione a progetto o a tempo determinato, che hanno anzianità di servizio rilevanti e che sono in possesso dei requisiti per la stabilizzazione, così come previsto dalla Finanziaria 2008”. “Il loro futuro, però, è messo a rischio dalle recenti disposizioni del governo che prevede che dal prossimo 30 giugno terminino tutti i rapporti di lavoro precario”. “A rendere più difficile il processo di stabilizzazione c’è anche il caos graduatorie prima pubblicate e poi bloccate a Siena e Pisa, mentre a Firenze è stato sospeso il procedimento di pubblicazione delle graduatorie”.

Mauro Romanelli, portavoce regionale del Sole che ride, è intervenuto plaudendo alle dichiarazioni dell’assessore Eugenio Baronti: “Siamo contenti dell’impegno della Giunta regionale a legare i piani di risanamento degli atenei alla regolarizzazione del personale precario”. “La situazione è ancora recuperabile, ma solo fino al 30 Giugno, data dalla quale, in base al Decreto Brunetta, non si potranno più operare stabilizzazioni non realizzate in precedenza: chiediamo quindi ai responsabili dell’Ateneo di Firenze di non porre più tempo in mezzo e di porre fine a quest’assurda vicenda” “Diciamo con chiarezza che, se a quella data, nulla sarà risolto sarebbe meglio non dare nemmeno un euro ad Atenei che finora hanno, purtroppo, incrementato ulteriori sprechi d’altro tipo e dato vita anche a forma di malgestione di patrimonio immobiliare e dei docenti”.

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