|
Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Palazzo Vidoni, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta e il Capo Dipartimento Funzione pubblica Antonio Naddeo hanno presentato ragioni e caratteristiche del "Concorso day". Non è infatti un segreto che le amministrazioni pubbliche abbiano spesso utilizzato i contratti di lavoro atipici per: - ovviare ai vincoli finanziari posti in materia di assunzioni a tempo indeterminato; - assumere personale mediante forme di reclutamento semplificate, se non addirittura fondate sull'intuitu personae. Attraverso un utilizzo improprio delle proroghe e dei rinnovi del contratto di lavoro, anche oltre i limiti temporali previsti dalla normativa vigente in materia, si sono così create forme di precariato che non hanno certo dato un buon apporto all'immagine della PA. Questo problema poteva essere affrontato con misure di maggior rigore a tutela dell'interesse pubblico e delle regole di buona amministrazione. Il precedente Governo ha ritenuto invece di adottare norme speciali, di dubbia costituzionalità, volte a consentire procedure di assunzione a tempo indeterminato riservate ai possessori di certi requisiti, senza prevedere però le risorse finanziarie per completare i relativi percorsi. A decorrere dal 1° gennaio 2010 manca, comunque, una prospettiva normativa a fronte di promesse fatte dal precedente Governo. Il "Concorso Day" vuole proclamare un ritorno ai valori costituzionali, ad una logica del reclutamento fondato sul merito valutato comparativamente mediante procedure che garantiscono imparzialità ed eguaglianza. Esso celebra il senso di responsabilità di questo Governo che si è manifestato con gli interventi previsti nel decreto legge anticrisi, deliberato dal Consiglio dei Ministri il 26 giugno scorso, in cui è stato affrontato il problema della prospettiva futura dei lavoratori precari con soluzioni ad ampio raggio ma che hanno tutte il medesimo filo conduttore: ripristinare il concorso pubblico. Per questi lavoratori si profilano procedure concorsuali pubbliche: - con riserva dei posti (40%) per quelli con contratto a tempo determinato; - per titoli ed esami anche per i titolari di co.co.co.; - assunzione tramite procedure selettive riservate solo per qualifiche per le quali il titolo di studio richiesto è la scuola dell'obbligo Il decreto legge prevede che il 40% delle risorse dedicate alle assunzioni venga utilizzato per programmare assunzioni per il personale "precario" individuato dalle leggi Prodi. Questo per prevedere anche la giusta copertura finanziaria alla norma di riordino. Nel decreto legge sono previste misure volte, da un lato a consentire una maggiore flessibilità alle amministrazioni, dall'altro a rendere più responsabile l'utilizzo delle relative tipologie contrattuali. Verranno inoltre effettuati maggiori controlli da parte dei nuclei di valutazione con effetti sulla retribuzione di risultato nei confronti dei dirigenti che hanno commesso irregolarità. Inoltre il Dipartimento della Funzione pubblica realizzerà un monitoraggio costante sul fenomeno, con una relazione annuale al Parlamento.
|